Edizioni Fili d'Aquilone

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Malú Urriola
CADAVERE SQUISITO
a cura di Giorgio Mobili

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La più giovane tra le protagoniste della letteratura cilena degli ultimi quarant'anni (Berenguer, Brito, Eltit), Malú Urriola - scomparsa nel 2023 - eredita da queste solo in parte la messa in scena del corpo e del desiderio femminile come crocevia di varie oppressioni, dalla dittatura di Pinochet al colonialismo americano, al machismo tradizionale. Se queste preoccupazioni sono in lei presenti non ne costituiscono la ragione d'essere. Qui si respira un'aria da decadentismo fin-de-siècle ma che ha alla fonte i tropi della letteratura antica sulla fugacità del tempo e la corruzione di tutto ciò che è corporeo. A partire dal titolo, Cadavere squisito, il senso della morte aleggia dalla prima all'ultima pagina di questa raccolta. La poesia è un'interfaccia che rende possibile il contatto tra l'io e Il mondo. Per esistere la realtà deve essere tradotta in scrittura che è un atto demiurgico, è poiesis, "emanazione" e Malú Urriola, dal suo spazio privato, ricama con maestria luci e ombre del manto terrestre.

Dall'introduzione di
GIORGIO MOBILI


MALÚ URRIOLA (Santiago del Cile, 1967-2023) esordisce a ventun anni con la raccolta: Piedras rodantes (1988), a cui seguono Dame tu sucio amor (1994); Hija de Perra (1998); Nada (2003); Bracea (2007); Cadáver exquisito (2017) e Cuaderno de las cosas inútiles (2022). Nel 2006 ottiene la consacrazione definitiva con il prestigioso premio Pablo Neruda. La sua poesia è contenuta in varie antologie, tra cui: Antología de la poesía latinoamericana del siglo XXI. El turno y la transición (Messico, 1997) e Cuerpo plural. Antología de la poesía hispanoamericana contemporánea (Spagna, 2010).


i fili - 61 - maggio 2024
pagg. 94, € 15
ISBN 978-88-97490-74-6
La scheda del libro (file PDF)
Le prime pagine (file PDF)




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